IL RIMEDIO CONTRO L'INTELLIGENZA!

[stupidboy]

mercoledì, ottobre 28, 2009 | 01:00

devotion


link | miss diana ross | commenti (4)

lunedì, ottobre 19, 2009 | 23:17

Can you feel a brand new day?

more pics here (updated in the next weeks...)

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martedì, settembre 29, 2009 | 00:40

Mental (Ross) ray

La tua maglietta piccolina e tu bello e buffo dentro, bimbo saputello che schiaccia le noci con le manine. Ti voglio tanto bene, uno di quei fatti stupidi come le fattorie, le scarpe pulite, il detersivo, la lavatrice, le pizzette. Questo fatto, lo sanno tutti, non conta niente perchè è eccessivamente semplice per essere importante. Eppure è così.

Stiamocene dunque, il più immemori possibile, dentro la scodella delle alghe cinesi, dentro la zuppetta con le zampe di rana. Preferisco le cose salate ma quando sono molto sazio mi viene voglia di dolci.

Al supermercato per due euro ho comprato una scatola di plastica trasparente con dentro dei dolci chiamati "le ossa dei morti", sono neri, farinosi, ricoperti di zucchero a velo.

Miss Ross canterà fra qualche settimana in uno stadio coperto in Olanda e fra mille peripezie sarò là, sempre immemore, l'ultima volta penso, a capirci qualcosa, per pigrizia.

Questa mattina al lavoro mentre aspettavo che il processore processasse i render di qualche cagata in 3dMax ho scarabocchiato dei disegnini, Miss Ross ovviamente. I know I can't film the show ma potrò ridisegnarlo a memoria, no?

Voglio bene un po' a tutti, mica solo a te, quando me ne sto dentro alla mia cameretta autistica.

link | francesco, foglie a corte | commenti (11)

venerdì, agosto 21, 2009 | 02:13

Vinilmania



dischi volanti nella mia camera, non conosco dischi neri, conosco solo dischi colorati, rosa e azzurro bebè; questo è un peccato e una qualità, qualcosa che mi contraddistingue e mi fa dire cose strambe la sera, dopo troppe redbull-vodka-alla-menta su quel divanetto e il gentile sconosciuto mi dice "ce la puoi fare" ed io cerco di spiegarmi: "non ho nulla contro chi fa uso di cocaina ogni tanto, se facessi il moralista sarei veramente ipocrita perchè credo che ognuno abbia le sue dipendenze.."
- tipo la vodka?
- no, no, bevo solo quando vado a ballare
- cosa intendi allora?
- che credo che anche il... il... il Bovarismo sia una dipendenza, una dipendenza nata da reazioni chimiche... il non poter più fare a meno dei vagheggiamenti letterari e dei voli pindarici... sempre più ridicoli... chiudere gli occhi e vedere animali di vetro che corrono nella giungla smeralda... e cose così... le risaie cinesi ma costruite sugli anelli di saturno...
- sei sicuro che saturno abbia gli anelli?
- ne sono abbastana sicuro

dovrei avere più fiducia in me stesso, invece ho fiducia solo nella gentilezza degli sconosciuti.

oh amore, penso a come ti stava bene quella maglietta che indossavi la prima sera che ci siamo conosciuti, quando io ti sono sembrato agitato e muscoloso (!!!). sono passati più di due anni ed io ora sono la Bertè, la Bertè della fine degli anni Novanta, che canta grassa "ma checcosa abbiamo fatto dinnoi?" e questa frase non la canto mica solo per te amore mio, la canto anche per la mia mamma, il mio papà e tom.

link | francesco, lo faccio per gesu | commenti (11)

venerdì, agosto 14, 2009 | 18:19

mon petit Trianon



Forse riesco a spiegare cosa significa essere un cerbiatto con i garretti spezzati, dentro un vestito come quello dell'infanta di Spagna in quel quadro, del Seicento, sempre più lontano, sempre più s-contestato. Non posso che sorridere di quel sorriso "che denota mestizia" come aveva ben compreso un'amica tanti anni fa, sui banchi di scuola, durante un'interrogazione, il professore di storia dell'arte le chiedeva del volto di una vergine di raffaello, sorridente e lei, senza farlo apposta, raccontava di me.

Ed anche stasera, strampalato, lontano anni luce, con il cuore ficcato nel buco lasciato vuoto e sanguinolento dal dente del giudizio, prossimo alla necrosi, buco e contenuto, la stessa mortalità infantile del Seicento, se non era il vaiolo erano le sanguisughe a farci fuori da piccole, per curare la varicella.

Forse riesco a spiegare l'orrore di questa camera bamboleggiante, di mago bambina disordinato, di ripostiglio con quelle bianche nuvole di rete sugli angoli, ad annebbiare la mia memoria. non ho davvero memoria della gioia, non ero io quello felice, non ero nel quadro, esso dipingeva solo il mio stato d'animo.

non vorrei che tu sentissi le stesse cose stanotte vorrei solo uscire dal mio colletto inamidato per fare con te almeno due chiacchiere. avremmo potuto ballare sui tavoli.

link | francesco, il fervido divieto | commenti (11)

mercoledì, agosto 12, 2009 | 01:33

Abbiamo sempre vissuto nel castello



E come me quella musicista veneziana all'inizio del Seicento si sentiva sperduta in mezzo a quegli uomini che parlavano tutto il giorno in quella lingua da signorine, con quella voce bassa, nel castello, così io, fra qualche mese, nello stesso posto, la corte turistica.

Non saremo forti, io e te, se non di leggerezza, mentre guardiamo di notte col caldo-freddo, volteggiare verso il basso i rapaci coperti di strass, di luccicori, pietrificati, che per questo cadono verso terra.

E di giorno, sui pavimenti di ceramica, di sera, nei cortili di pietra penseremo, scriveremo, faremo, come al solito, lavoreremo, forse di più; io tremolante, col brutto cuore in bocca come quando sono dal dentista, tu non so, spero di no.

Per finire non posso fare a meno di ricordare, adesso come fosse la fine, le piccole lacrime di ognuno, che non sono mai affiorate oltre i bordi dei nostri occhi, suoi, tuoi, chissà, della musicista veneziana, i piccoli sorrisi che non sono mai spuntati sugli angoli delle nostre bocche.

Può darsi Venezia, Paris, fino ad allora stringeremo al cuore i nostri deliziosi balocchi e il grande condor Swarovski non ce li ruberà e si schianterà a terra finendo lui, non i nostri balocchi, in mille pezzi, brillanti come le fiches del casinò.

link | francesco, il fervido divieto | commenti

lunedì, agosto 03, 2009 | 11:13

inRoss empire



Abbiamo sempre vissuto nel castello sognando luccicori di passamanerie e di carte stagnole.

Il tono è nostalgico per puro pudore perchè l'anelito è invece presente, del qui, dell'ora, del futuro.

Il castello s'alzerà astronave, giocattolo, mai troppo grande. Anche la più grande delle astronavi giocattolo ha nelle cabine uno spazio troppo angusto per farci vivere qualcuno, anche un Playmobil intendo. Se avete posseduto un'astronave giocattolo lo sapete.

Ecco, il camerino di Miss Ross, non pretenziosa come la s'immaginerebbe.

link | il fervido divieto | commenti (8)

martedì, luglio 07, 2009 | 18:13

Degli specchi e delle squame.



Canticchio nell'acqua anche fuori dalla vasca, escono bolle d'aria dalle mie labbra. Di cosa canticchio?

Di alieni a Versailles, di specchi.

link | francesco | commenti (3)

giovedì, luglio 02, 2009 | 23:12

Kilometri di voce.







Un'ugula rossa in fondo alla gola e attorno le parole come fragole grosse, come pomodori, come polmoni.

Cucchiai grossi, non cucchiaini, di zucchero, spolverato sulle mie labbra non come neve ma come granita sollevata dal vento.

Ed infine ecco che schiudo le labbra, pare lo faccia uscire, quel parolone, ed invece no, me ne sto lì, con le labbra allontanate una dall'altra, aspettando quell'ultimo - bacio? - con la mano fortemente premuta sul petto.

link | francesco, il fervido divieto | commenti (4)

lunedì, giugno 22, 2009 | 02:36

visione completa

amanda_lepore_stupidboy_01

amanda_lepore_stupidboy_02

amanda_lepore_stupidboy_03

la visione completa di link in link sulle parole della citofonella

ho chiaro in mente cosa succederà dei prossimi anni, con le sole deroghe del tempo, di variabili imprecisate ma supponibili, supposte, anche, medicamentose

lo so già eppure nel ventaglio delle varianti sta il gioco, nel progettare un graziosissimo salotto (salotto? sono io che scrivo? un salotto non lo voglio non ce l'ho, cosa me ne faccio? una camera, sì) nell'intercapedine fra due fabbriche, graziosi occhi di puledrini rosa

i capezzoli gonfi

lui sì in sogno, non sogno, va bene così

accanto a me, mentre dormo lo scrigno con dentro tutto l'occorrente per la festa di compleanno di una principessa, anche un principi-pino e poi anche lui, non sogno, in piedi sul suo sgabello dorato

link | il fervido divieto, pure beauty | commenti (2)